caff�

LEGGENDE

Dio � il Buono per definizione. E per eccellenza. Di conseguenza, tutte le cose buone (quelle buone davvero) non possono provenire che da Lui. A conferma di ci�, il caff� - il primo tra i piaceri della vita: per lo meno in ordine di tempo, dato che oltre un miliardo e mezzo di persone cominciano la loro giornata con una tazza di caff� - giunge direttamente dall'Altissimo.
Un bel giorno Allah si accorse che il suo Profeta, Maometto, si stava dolcemente appisolando. Con tutto quello che c'era da fare...Per svegliarlo senza per� mortificarlo, Allah decise di inviargli un dono. Nella sua infinita spregiudicatezza, come "guaglione del bar" impieg� nientemeno che l'Arcangelo Gabriele. Gli fece indossare un grembiule bianco, gli mise in mano una tazza fumante contenente un liquido nero e bollente, e gli disse "Va'!".
Pi� che il frullare delle (arc)angeliche ali, fu il penetrante aroma che si sprigionava dalla sconosciuta bevanda a far aprire gli occhi a Maometto. Il profeta sorrise, tese la mano verso la tazza e disse: "Grazie Gabri�, non ti dovevi scomodare. Che cos'�?"
"Si chiama kawah: caff� - rispose Gabriele, che si era preparato - "E' ardente come la roccia d'Arabia sotto il sole di mezzogiorno, secca come il vento del deserto, amara come il mirto".
"Mi dovesse fare male?", chiese timidamente Maometto.
"Al contrario: Allah ci ha proibito il vino, perch� d� ebbrezza e sonnolenza, ma ci ha donato il caff�, che ci sveglia, e rende la mente chiara come il cielo stellato".
Da quel giorno, ogni qualvolta il sopore si impadroniva di lui, Maometto gli contrapponeva il sapore di un buon kawah. I suoi discepoli ne seguirono naturalmente l'esempio, e cos�, arrivato in questo mondo direttamente dall'Alto, il caff� si diffuse dappertutto.
Un'altra leggenda sulla nascita del caff� racconta che Kaldi, un pastore abissino, not� che le sue capre erano diventate pi� vivaci dopo aver mangiato le foglie e le bacche rosse di un arbusto che cresceva nelle vicinanze. Cos�, le raccolse, ne tost� i semi e li mescol� all'acqua bollente. Ne sort� una bevanda (il caff� Kaldi) gradevole e corroborante, che aiutava i monaci del vicino monastero a tenersi su durante le veglie di preghiera.
La pianta del caff� sarebbe in effetti originaria dell'Abissinia, dove cresce tutt'oggi spontaneamente a 1.000-1.300 metri di altitudine.
L'infuso ricavato da questa pianta sarebbe stato introdotto nello Yemen nel XIV secolo da un santo di Moka, e veniva impiegato (come dice la leggenda) a prolungare le veglie dei monaci sufi.
Il caff� si diffuse rapidamente in tutto l'Oriente islamico: nel XV e nel XVI secolo in quei paesi esisteva gi� un bel numero di "case del kawah", dei veri e propri Caff� ante litteram. Durante il Ramadan, il mese di digiuno rituale, i musulmani erano soliti riunirsi dopo il calar del sole in questi locali; dopo aver mangiato e bevuto a saziet�, cominciavano a bere caff�. Diventando cos� eccitati da provocare risse e schiamazzi.
A questo punto le Autorit� intervennero, decretando in molti casi la chiusura delle case del caff�, e vietando il consumo del nero liquido. Ma poich� ogni divieto, lungi dallo spegnerlo, esalta il desiderio, e stimola alla ribellione (si pensi agli anni del proibizionismo negli USA), questi provvedimenti fecero crescere il consumo di caff�, dando vita al fenomeno della borsa nera (si fosse trattato di latte, si sarebbe parlato di Borsa bianca?)
Dal momento che siamo in argomento, vale la pena ricordare che oggi esistono due Borse (ufficiali) del crudo (cio� del caff� non ancora tostato): quella di New York per la variet� Arabica, e quella di Londra per il Robusta.
Ma torniamo a noi. In Europa il caff� si dice che ce l'abbiano portato i Turchi. Non per offrirlo a noi europei; e nemmeno per vendercelo. Se l'erano portato appresso per uso personale: per degustarlo nelle pause del famoso Assedio di Vienna del 1683.
Ma le cose non andarono secondo i loro voti: messi in fuga dall'armata del Re di Polonia Giovanni Sobieski, giunto infine in aiuto degli assediati, i turchi lasciarono dietro di s� ben 500 sacchi pieni di caff�.
I vincitori guardarono quei chicchi neri con sospetto; prima li presero per foraggio per cammelli, poi - con cautela - li assaggiarono. Erano duri e croccanti, e avevano un sapore strano, per� gradevole. Visto che non facevano male, li schiacciarono, e poi li mescolarono con dell'acqua calda portata ad ebollizione.
Ne venne fuori un liquido nero e amarissimo. Provarono allora ad addolcirlo col miele, col latte e con la panna, dando vita ad un rudimentale precursore del cappuccino.
Questa storia � troppo bella per essere falsa, ma probabilmente lo �. E' assai pi� probabile che il caff� sia giunto in Europa comodamente stivato nelle navi dei mercanti veneziani che intrattenevano rapporti d'affari con l'Oriente. Vicino, medio o estremo che fosse.
Comunque siano andate le cose, quel che � certo � che nel 1640 nella citt� di San Marco il caff� veniva comunemente servito - lo affermano le cronache del tempo - nelle botteghe dei barbieri.
Ma il caff� era troppo richiesto per restarsene fermo. Continu� infatti a muoversi insieme ai suoi consumatori, che se lo portavano dietro, e lo coltivavano in tutti i luoghi in cui le condizioni climatiche lo permettevano. Dall'Oriente in Europa, e di qui in Asia, per passare poi in America; gli Olandesi lo diffusero prima a Giava (1699) e poi nella Guiana (1714). Nel 1727 il caff� giunse finalmente in Brasile, terra in cui avrebbe trovato condizioni cos� favorevoli, da sentirsi finalmente a casa. Il Brasile � oggi il maggior produttore di caff� del mondo.

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